Una gara in bici a New York

 

Chi l’avrebbe mai pensata! Tutto è iniziato un anno fa circa, nella prima domenica del Giro d’Italia. La trasmissione che ci proponeva le immagini dei ciclisti impegnati sulle nostre strade, si collegava per alcuni minuti con la partenza di una Granfondo oltre oceano, a New York. Fantastico! Partivano dal Washington bridge, uno dei tanti ponti che collegano Manhattan con le periferie della grande metropoli, e poi via per le strade che scorrono fra i fiumi e i grandi boschi che circondano la mitica Grande Mela. Ne rimasi folgorato, e lo stesso entusiasmo lo trasmisi a Fabrizio, mio compagno d’avventura e grande ciclista, lui si. Insieme decidemmo che il 2012 ci avrebbe trovati alla partenza di questa affascinante gara, e così è stato. E’ stata un’esperienza meravigliosa. Il sabato precedente il giorno di gara ci siamo trovati per una sgambata e per testare le bici rigorosamente portate dall’Italia, a pedalare sulle poche strade di Central Park percorribili in bici. Poi, emozionante corsa fra le trafficate strade di New York; la Broadway , la 5th avenue, Times Square , Park avenue, nomi mitici di strade che i grandi film ci hanno insegnato a ricordare e che a leggerli dal sellino della propria bici da corsa ci hanno fatto sentire parte integrante della città e tanto fortunati.

Tre e mezzo della notte, sveglia, pasta e caffè e poi via per la partenza. Dovevamo essere in griglia per le 6 e quindi, in una New York ancora buia e un po’ addormentata, ci siamo ritrovati a pedalare ancora per le vie della città. Fortunatamente ci avevano assegnato un numero di gara molto basso e quindi partivamo immediatamente dopo i “vip”. Circa 6000 biciclette riempivano tutto il ponte, il fascino di Fabrizio o il suo buon naso, ci permetteva di partire assieme ad una “sventolona” colombiana campionessa di granfondo al suo Paese e a Laura, nostra nuova compagna di gara e avventura. L’inno americano cantato dal vivo è stata l’ultima emozione prima della partenza dopodiché, via!

172 Km di sali scendi continui e massacranti, paesaggi d’incanto; dallo sfiorare le scure acque dell’Hudson alla partenza, fin su sulla montagna dell’Orso a metà gara, pubblico entusiasta e partecipante, organizzazione perfetta.

Non racconto la cronaca della mia modestissima gara perché non merita di essere menzionata ma è stato meraviglioso tagliare il traguardo di fronte ad uno “sky line” come è quello Newyorkese.

Per Fabrizio le cose sono andate molto meglio anche se due forature hanno rovinato la sua prestazione. Si è comportato da vero campione, partendo come un razzo e tenendo medie di tutto rispetto. E’ una gara da affrontare con molta astuzia (dislivello 2.800 mt.), visti i tranelli che il percorso proponeva. Sarà per un’altra volta? Credo di si, la mia iscrizione è già partita …

                                                                                                                                                                                                                                           Raffaele  

G.F. New York 20 Maggio 2012